Una Stella nella Nostra Preistoria

Una Stella nella Nostra Preistoria

Circa 70.000 anni fa, quando già gli uomini camminavano sulla Terra compiendo grandi migrazioni, una stella rossastra è giunta molto vicino a noi, sfiorando il Sistema Solare e disturbando l’orbita di oggetti della nube di Oort. Gli astronomi hanno verificato che il moto di alcuni degli innumerevoli asteroidi e comete che popolano quelle lontane regioni è stato perturbato dall’incontro stellare.

La stella di Scholz, così chiamata dal nome dell’astronomo tedesco che l’ha scoperta, è passata a meno di un anno luce di distanza dal Sole, entrando circa 70.000 anni fa nella nube di Oort, un’immensa riserva di oggetti trans-nettuniani ai confini estremi del Sistema Solare. Oggi la stella si trova invece a quasi 20 anni luce da noi. La scoperta era stata resa pubblica nel 2015 da un team di astronomi guidato da Eric Mamajek dell’University of Rochester (USA) in uno studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters.

Ora i ricercatori Carlos e Raúl de la Fuente Marcos della Complutense University of Madrid e Sverre J. Aarseth dell’University of Cambridge hanno analizzato per la prima volta quasi 340 oggetti del Sistema Solare che percorrono orbite iperboliche, concludendo che le traiettorie di alcuni di questi corpi celesti sono state perturbate dal passaggio della stella di Scholz. “Utilizzando simulazioni numeriche abbiamo calcolato i radianti o le posizioni nel cielo da cui sembrano provenire questi oggetti”, ha detto Carlos de la Fuente Marcos, uno degli autori dello studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

“In linea di principio ci si aspetterebbe che queste posizioni siano distribuite uniformemente in cielo, in particolare per quanto riguarda oggetti provenienti dalla nube di Oort. Invece quello che abbiamo trovato è un’altra cosa, una concentrazione di radianti statisticamente significativa. L’accentuata sovra-densità appare proiettata nella direzione della Costellazione dei Gemelli, che corrisponde all’incontro ravvicinato con la stella di Scholz”. Il periodo in cui questa stella vagante è passata attraverso la nube di Oort e la sua posizione durante la preistoria coincidono nei dati dei due studi. Secondo De la Fuente Marcos la stella sarebbe passata almeno a 0,6 anni luce dal nostro Sole, influenzando gravitazionalmente gli oggetti vicini, presenti in quelle remote regioni.

In realtà la stella di Scholz è un sistema binario formato da una nana rossa con massa circa il 9 percento di quella solare e una nana bruna molto meno luminosa e più piccola. Forse all’epoca i nostri antenati osservarono il debole bagliore rossastro della stella nel buio di una notte preistorica.
[ Barbara Bubbi ]

Credit: José A. Peñas/SINC

https://phys.org/news/2018-03-evidence-star-disturbed-prehistory-solar.html