Le Magnifiche Nubi della Carena

Le Magnifiche Nubi della Carena

Formazioni nebulari insolite svelano la loro colorata bellezza in questo paesaggio fantastico, scolpito dai venti stellari e dalla radiazione ultravioletta delle stelle titaniche che abitano la Nebulosa della Carena. La nube fu scoperta a metà del XVIII secolo da Nicolas Louis de Lacaille e, da allora, è stata immortalata da molteplici telescopi: è infatti una delle regioni di formazione stellare più vicine alla Terra e rappresenta un laboratorio ideale per studiare la nascita e la vita delle stelle. Questo magnifico primo piano abbraccia quasi 20 anni luce e rivela fini dettagli delle bolle e dei filamenti centrali della regione, composti da gas interstellare brillante e da dense polveri. Alcune delle scultoree strutture sono in realtà oscure nubi molecolari, addensamenti di gas e polveri così spessi da bloccare la luce delle stelle di fondo. Altre nubi, ricche di idrogeno gassoso, brillano di vivaci colori, colpite dalla radiazione ultravioletta delle stelle giovani e calde. L’epopea stellare nella nebulosa ebbe inizio pochi milioni di anni fa, quando la prima generazione di stelle si accese nel mezzo di un’enorme nube di freddo idrogeno molecolare. La forza possente dei venti e la radiazione stellare hanno scavato una bolla gassosa in espansione e hanno compresso via via gli addensamenti di materia circostante, un processo che ha innescato una seconda ondata di formazione stellare. All’interno dei densi pilastri di polveri, in effetti, si nascondono alla vista molte stelle neonate, in grado di produrre radiazione ad alta energia che provoca l’evaporazione e la dispersione delle dense nubi in cui sono venute alla luce.

L’immensa nebulosa contiene molte stelle con massa almeno 50 volte quella solare. L’oggetto più famoso è la massiccia Eta Carinae, qui visibile appena al di sotto e a sinistra del centro, circondata dalla nube di gas e polveri a forma di clessidra chiamata Nebulosa Omuncolo. Eta Carinae, in realtà un sistema binario in cui la stella più colossale delle due ha una massa un centinaio di volte quella solare, si trova nelle fasi finali della sua breve vita. La stella divenne uno degli oggetti più luminosi del cielo notturno negli anni 40 del XIX secolo. Ancora oggi un alone di mistero avvolge questa stella straordinaria, che sembrò esplodere come supernova, ma che in realtà era ancora lì, a risplendere come se in effetti non volesse morire. Secondo uno studio recente, la brillante eruzione visibile nel XIX secolo ebbe origine da un processo raro e violento: una lotta gravitazionale fra tre stelle compagne, che si concluse con la distruzione di una stella e la formazione di un nuovo sistema binario. L’intera nebulosa, catalogata come NGC 3372, si estende per quasi 300 anni luce e si trova a circa 7.500 anni luce di distanza da noi, nella Costellazione australe della Carena.

Image Credit: NASA, ESA, Hubble, ESO, Amateur Data;
Processing & Copyright: Robert Gendler & Roberto Colombari

https://apod.nasa.gov/apod/ap200215.html

APOD
2020 Feb 15