Nel Cuore del Granchio

Nel Cuore del Granchio

Questa impressionante ripresa del telescopio Hubble penetra nel cuore pulsante di uno degli oggetti più studiati della storia dell’astronomia, la Nebulosa del Granchio. La spettacolare nube, localizzata a circa 6.500 anni luce dalla Terra, deriva dall’atto finale nella vita di una stella massiccia: un’esplosione di supernova, osservata, tra gli altri, da astronomi Cinesi nel 1054. Al centro della struttura una pulsar, denso residuo della morte stellare, anima e illumina il gas che la circonda, ruotando circa 30 volte al secondo, ed espellendo fasci di radiazioni in opposte direzioni.

La forma intricata della nebulosa è dovuta a un complesso gioco di interazioni tra il vento di particelle in movimento veloce proveniente dalla pulsar e il materiale espulso originariamente dall’esplosione di supernova, e dalla stella stessa prima della sua morte. La pulsar, visibile nella ripresa, è la stella più in basso tra le due luci brillanti in alto a sinistra rispetto al centro, e, riscaldando l’ambiente circostante, crea il diffuso bagliore del gas, incluso l’arco blu visibile sulla sua destra.

L’immagine, simile a un artistico quadro di Jackson Pollock, evidenzia resti lacerati del materiale stellare che si espande dal luogo dell’esplosione a velocità di oltre 4 milioni di chilometri all’ora. In realtà, i filamenti giallastri visibili in basso nella ripresa sono più vicini a noi, e si muovono a circa 2 milioni di chilometri all’ora. I vari colori derivano da diversi elementi chimici presenti nel gas in espansione, tra cui idrogeno (in arancio), azoto (in rosso), zolfo (in rosa), ossigeno (in verde). Le sfumature di tonalità rappresentano variazioni nella temperatura e nella densità del gas, così come variazioni nella composizione degli elementi.

Questi elementi chimici, alcuni dei quali creati durante l’evoluzione finale e l’esplosione della stella, e ora dispersi nello spazio, verranno incorporati in nuove stelle e pianeti. In effetti molti elementi chimici sulla Terra, persino quelli che compongono il nostro corpo, come carbonio, ossigeno e ferro, si sono formati in seguito all’esplosione di altre stelle, miliardi di anni fa.
[ Barbara ]

Credits NASA and The Hubble Heritage Team (STScI/AURA)

http://hubblesite.org/image/959/news_release/2000-15