Dove Cercare Segni di Vita su Titano

Dove Cercare Segni di Vita su Titano

Secondo un nuovo studio, pubblicato su Astrobiology, sulla luna di Saturno Titano potrebbero essere presenti gli elementi base della vita, e i luoghi principali in cui individuarli potrebbero essere i grandi crateri superficiali.

Utilizzando dati della sonda Cassini e del lander Huygens, gli scienziati, guidati da Catherine Neish dell’University of Western Ontario, hanno cercato di scoprire in quali regioni di Titano dovrebbe essere più probabile la presenza di biomolecole. La vita che conosciamo è basata sul carbonio e necessita della presenza di acqua liquida. La superficie di Titano presenta abbondanza di molecole ricche di carbonio (idrocarburi), che, in base a esperimenti di laboratorio, se esposti all’acqua possono formare aminoacidi, i mattoni fondamentali delle proteine alla base della vita. Ma Titano, con una temperatura di -179 gradi Celsius, è di gran lunga troppo freddo perché possa sussistere acqua liquida in superficie.

I dati della sonda Cassini hanno rivelato che Titano è un mondo attivo, dotato di mari di idrocarburi, laghi, dune, montagne, valli fluviali e qualche cratere, a indicare che sono in corso processi che rimodellano la superficie. La questione della vita eventualmente presente su Titano, persino in assenza di acqua liquida, è già stata affrontata in altri studi, come questo http://www.universoastronomia.com/2018/02/03/possibili-culle-della-vita-titano/

Ma in questo caso gli scienziati si sono soffermati sulla possibilità più intrigante che la vita possa formarsi in acque superficiali temporanee. Anche se i laghi di metano sembrano la scelta più ovvia a cui rivolgersi, il team ha scoperto invece che i luoghi più promettenti potrebbero essere crateri e criovulcani. In entrambe le strutture potrebbe avvenire la fusione della crosta ghiacciata di Titano, che porterebbe alla formazione di acqua liquida, un passo necessario per la nascita delle biomolecole complesse che conosciamo.

Morgan Cable del Jet Propulsion Laboratory della NASA è un esperto di toline, composti organici diffusi su Titano e prodotti quando semplici miscugli gassosi sono sottoposti a radiazione cosmica. “Quando mischiamo toline con acqua liquida otteniamo aminoacidi molto velocemente. Quindi ogni luogo in cui sia presente acqua liquida sulla superficie di Titano potrebbe generare biomolecole, fondamentali per la vita che conosciamo, e questo è entusiasmante”, spiega Cable.

Secondo il team le formazioni più promettenti in cui cercare segni di vita sono i crateri, anche se non presenti in gran numero sulla superficie di Titano. I crateri da impatto, infatti, dovrebbero produrre acqua in seguito a fusione del ghiaccio, acqua che rimarrebbe ad uno stato liquido abbastanza a lungo per la creazione delle molecole alla base della vita. Titano è un mondo davvero particolare e la ricerca dei mattoni fondamentali della vita su questa gelida luna deve iniziare da qualche parte. I risultati di questo studio forniscono tre candidati potenziali: i grandi crateri recenti chiamati Sinlap (112 chilometri di diametro), Selk (90 chilometri), e Menrva (392 chilometri), da cui iniziare quando avremo le capacità di cercare segni della presenza di biomolecole con future missioni.
[ Barbara Bubbi ]

Nell’immagine Titano, Dione e Saturno sullo sfondo
Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

https://phys.org/news/2018-07-life-titan.html