Un Anello di Luce Attorno a una Stella Morta

Un Anello di Luce Attorno a una Stella Morta

 

Il Very Large Telescope dell’ESO in collaborazione con altri telescopi ha catturato fantastiche immagini di un ricco panorama stellare e nubi di gas brillante in una delle nostre vicine galattiche, la Piccola Nube di Magellano. Gli astronomi hanno individuato la presenza di un oggetto misterioso sepolto tra i filamenti gassosi, che si è rivelato il residuo stellare di un’esplosione di supernova antica di 2000 anni.

Lo strumento MUSE sul Very Large Telescope ha permesso di stabilire dove era annidato lo sfuggente oggetto, mentre dati dell’osservatorio a raggi X Chandra hanno confermato la sua identità di stella di neutroni isolata. Le nuove, spettacolari immagini ci raccontano la storia della dipartita di una stella che un tempo risplendeva a circa 200.000 anni luce dalla Terra. È stato scoperto un notevole anello gassoso nel sistema chiamato 1E 0102.2-7219, in graduale espansione all’interno di numerosi filamenti di gas e polveri, rimasti in seguito all’esplosione stellare. La scoperta ha permesso a un team guidato da Frédéric Vogt di scovare la prima stella di neutroni isolata con un basso campo magnetico al di là della nostra galassia.

Questa immagine di Hubble rivela i filamenti gassosi che costituiscono il resto di supernova, in blu vicino al centro della ripresa. In basso a destra è visibile parte della regione di formazione stellare N76, o Henize 1956. Credit: NASA, ESA and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)

Il team ha notato che l’anello era centrato su una sorgente di raggi X chiamata p1, mai osservata in precedenza e la cui natura era rimasta un mistero. In particolare non era chiaro se p1 si trovasse effettivamente nel resto o al di fuori. Soltanto quando l’anello gassoso è stato osservato con MUSE i ricercatori hanno capito che circondava perfettamente la sorgente p1, evidentemente posizionata all’interno del resto di una supernova. Una volta compresa la posizione di p1, il team ha utilizzato dati del telescopio Chandra per determinare che si trattava di una stella di neutroni solitaria, dotata di un basso campo magnetico.

Secondo Vogt, “se stiamo cercando una sorgente puntiforme, non può esserci posto migliore di una zona in cui l’Universo le disegna un cerchio attorno per mostrarci dove guardare”. Quando le stelle massicce esplodono come supernove si lasciano dietro un resto, un intreccio di filamenti di gas e polveri, una struttura turbolenta che rappresenta la chiave per la distribuzione degli elementi pesanti nello spazio, necessari alla formazione di nuove stelle e pianeti. La scoperta di questa sorgente è particolarmente importante perché simili stelle di neutroni isolate, anche se abbondanti nel cosmo, sono difficili da individuare, specialmente utilizzando osservazioni nell’ottico.
[ Barbara Bubbi ]

L’immagine rossastra di fondo deriva da osservazioni del telescopio Hubble e rivela i filamenti gassosi che costituiscono il resto di supernova in verde. L’anello rosso con il centro scuro proviene da osservazioni dello strumento MUSE sul Very Large Telescope, mentre blu e viola provengono da dati di Chandra. La macchia blu al centro dell’anello rosso è la stella di neutroni.
Credit: ESO/NASA, ESA and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)/F. Vogt et al.

https://www.eso.org/public/news/eso1810/?lang